ESCLUSIVA DESTINAZIONE SOLE
NAMIBIA, TRA DUNE INFINITE E POPOLI ANTICHI
Autentica Namibia in Adventure Camp
dal 19 al 31 maggio 2027
Quota a persona in camera doppia: € 5.250
Viaggio che richiede
una buona condizione fisica
e un buon spirito di adattamento
- Supplemento camera singola: € 690
- Quota 3°/4°/5° letto adulto: su richiesta
- La partecipazione di bambini non è prevista
- Minimo 10 partecipanti
La quota comprende:
- Tour di 13 giorni / 10 notti
- Volo da Milano Malpensa con Ethiopian Airlines in classe economy incluse tasse aeroportuali
- Trasferimenti in loco
- Tour con mezzo Overland Truck 4×4, mezzo confortevole dotato di 14 posti tutti con ampia finestra panoramica, perciò la vista è garantita a tutti i passeggeri
- Pernottamenti nei Lodge/hotel e campi tendati previsti nel programma in doppie con servizi privati
- Tutte le colazioni, 8 pranzi (alcuni pic nic) e 8 cene
- Visite e escursioni menzionate nel programma
- Polizza medico (massimale 250.000), bagaglio annullamento Nobis Multirischi
- Guida e/o traduttore locale sul truck in lingua italiana
- Assistente Destinazione Sole in partenza con il gruppo dall’Italia
- Set da viaggio
La quota non comprende:
- Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.
Documenti necessari: Passaporto, con validità residua di almeno 6 mesi a partire dalla data di rientro. Dal 1 Aprile 2025 è obbligatorio essere in possesso di un visto di ingresso.GRPTRES
Operativo voli da riconfermare
19 maggio: Milano Malpensa – 23:40 >> Addis Abeba-Bole – 07:20 (del 20 maggio)
20 maggio: Addis Abeba-Bole – 08:35 >> Hosea Kutako – 13:20
30 maggio: Hosea Kutako -14:30 >> Addis Abeba-Bole – 21:20
31 maggio: Aeroporto di Addis Abeba-Bole 00:15 >> Milano Malpensa – 05:50
Hotel previsti o similari
Kalahari Desert Area – Kalahari Anib Lodge
Sesriem – Taleni Desert Quiver Camp
Sesriem – Taleni Desert Camp
Swakopmund – Hansa Hotel
Damaraland – Ozondjou Trails
Etosha National Park – Omusati Lodge
Windhoek – Avani Windhoek Hotel & Casino
C’è un momento, durante un viaggio in Namibia, in cui si smette di cercare qualcosa da fotografare e ci si limita semplicemente a guardare. Succede davanti alle dune rosse di Sossusvlei, lungo le piste del Damaraland o mentre un branco di elefanti attraversa lentamente un letto di fiume ormai asciutto. Qui il tempo sembra rallentare e la natura detta il ritmo delle giornate. È un itinerario che sorprende per la varietà dei paesaggi e per gli incontri con culture che custodiscono tradizioni antiche, trasformando ogni tappa in un’esperienza che va ben oltre il semplice viaggio.
Gli alberi fossili di Dead Vlei circondati dalle dune del Namib.
Panorama del Deserto del Kalahari
Animali attorno a una pozza d’acqua nel Parco Nazionale Etosha
Itinerario di viaggio
19 maggio- Italia / Windhoek
Partenza Volo da Milano Malpensa con Ethiopian Airlines in classe economy per Windhoek. Pasti e pernottamento a bordo
20 maggio- Windhoek / Deserto del Kalahari (280Km)
All’arrivo disbrigo delle formalità d’ingresso. Incontro con la guida/autista di lingua italiana e partenza verso la regione del deserto del Kalahari. Cena e pernottamento.
Kalahari Il deserto del Kalahari è una vasta distesa sabbiosa che si estende per circa 520.000 km², è situato sull’immenso altopiano che copre l’Africa australe e si trova ad una altezza media di 900 metri. Copre il 70% del territorio del Botswana e parti dello Zimbabwe, della Namibia e del Sudafrica ed è il quarto deserto al mondo per estensione. Il deserto del Kalahari si trova all’interno di un bacino che porta lo stesso nome e misura oltre due milioni e mezzo di chilometri quadrati arrivando a coprire ben nove paesi africani. Il nome Kalahari deriva dalla parola Kgalagadi della lingua Tswana e significa “la grande sete”. Il Kalahari è un deserto di sabbia rossa, in parte arido e in parte semi arido. Parti del Kalahari ricevono più di 250 mm di acqua piovana ogni anno, mentre la zona veramente arida si trova a sud-ovest, dove ogni anno piovono meno di 175 mm d’acqua, rendendo quest’area un deserto di tipo fossile. Le temperature estive variano dai 20 ai 40 °C, mentre in inverno il clima è secco e freddo, con una temperatura minima che può essere sotto lo zero. Le uniche riserves d’acqua di grandi dimensioni sono costituite dai pan, laghi salati effimeri che si riempiono durante la stagione delle piogge. Tra gli animali che vivono nella regione vi sono iene, leoni, suricati, antilopi e molte specie di rettili e uccelli. La vegetazione molto variegata e comprende più di 400 specie di piante, ma consiste principalmente di graminacee e acacie. Il Kalahari ospita l’antico popolo nomade dei Boscimani, che si crede vivano in queste terre come cacciatori-raccoglitori da almeno ventimila anni. Vi sono numerosi giacimenti di carbone, rame e nichel e una delle più grandi miniere di diamanti del mondo.
Boscimani o San come preferiscono farsi chiamare, sono gli abitanti più antichi dell’Africa Australe. Sembra accertato dalla scienza ufficiale che i San costituiscano uno dei più antichi rami dell’evoluzione dell’uomo moderno. I San vivevano perlopiù in gruppi nomadi composti di 25-35 persone. Ciascun gruppo si componeva di diverse famiglie. Questa etnia applicava un sistema di divisione delle terre in base al quale ogni gruppo aveva un suo territorio definito, che poteva misurare anche 1000 Kmq. Non vi era una gerarchia politica e non esistevano capi: le decisioni erano prese collettivamente dall’intero gruppo, all’interno del quale avevano diritto di parola tanto gli uomini quanto le donne. Ma non tutti i San vivevano solo di caccia e di raccolta. All’inizio del XIX secolo i San gestivano, infatti, una delle più vaste reti commerciali dell’era pre coloniale, estesa in tutto il Kalahari. L’arrivo delle popolazioni bantu, portò al declino di questo popolo che si aggravo ulteriormente con l’arrivo dei Boeri. Il conflitto con i bianchi è stato particolarmente cruento: i Boscimani erano accusati di attaccare indiscriminatamente il bestiame e di cacciare in zone che ora appartenevano ai coloni, di conseguenza furono perseguitati e addirittura cacciati dai coloni alla stregua di animali feroci. Oggi i San vivono principalmente in Botswana, nel deserto del Kalahari e in Namibia e sono considerati al livello più basso della scala sociale africana perché, non avendo più terra, hanno dovuto abbandonare il proprio stile di vita e di conseguenza la loro cultura. In Namibia vivono nella parte nord-orientale del paese e si suddividono in quattro gruppi: i Naro nella zona di Gobabis, gli !Xukwe e gli Hei//Kom nel Bushmanland occidentale, nel Kavango e nel Caprivi e gli Ju/hoansi (o !kung) nel Bushmanland orientale, numerosi soprattutto nella zona intorno alla città di Tsumkwe. In passato la grande flessibilità della loro società ha aiutato i San a sottrarsi alle conquiste e alle dominazioni di altri popoli, ma al tempo stesso ha impedito loro di organizzarsi per formare gruppi di pressione e quindi rivendicare e difendere i loro diritti.
Sistemazione prevista: Kalahari Anib Lodge o similare con cena
21 maggio – Deserto del Kalahari / Deserto del Namib (235Km)
Prima colazione. Prevediamo al mattino un’attività (se non effettuata il pomeriggio precedente) in veicoli aperti, appositamente modificati, per meglio apprezzare questo fragile eco-sistema. Il nostro viaggio prosegue poi verso la scoperta dell’altro incredibile deserto, il più antico del mondo: il Namib da cui il nome della Nazione. Arrivo al nostro campo per l’ora di pranzo. Ci sarà del tempo a disposizione per relax e godere di questo incredibile habitat. Prevediamo un “sundowner” da un punto davvero suggestivo per ammirare il calar del sole. Cena e pernottamento.
Sistemazione prevista: Desert Camp o Desert Quiver o similare.
22 maggio – Deserto del Namib: Sossusvlei, Dead Vlei & Sesriem Canyon (220Km)
Sveglia mattutina per godere della migliore luce durante l’escursione alle rinomate dune di Sossusvlei. Tempo a disposizione per visitare Sossusvlei, l’emozionante Deadvlei, e il vicino canyon di Sesriem la cui conformazione geologica svela molti misteri sulla formazione e l’evoluzione del nostro Pianeta Terra. Pranzo in corso di escursione. Il pomeriggio è a disposizione per relax. Cena e pernottamento.
Sossusvlei – Questa valle dove il fiume Tsauchab scompare tra l’argilla bianca alla base di alcune tra le dune più alte del mondo, è una delle attrazioni turistiche più spettacolari della Namibia. Le dune si stendono a perdita d’occhio e le loro ricche colorazioni variano dall’albicocca al rosso e all’arancio vivo. Tre dei punti più belli nella zona di Sossusvlei sono: Hiddenvlei, a breve distanza dal parcheggio 2×4, Deadvlei, cosi nominata a causa degli scheletrici tronchi di antiche acacie che si trovano al centro della secca piana e Sossusvlei stessa. Se le piogge sono abbondanti, il fiume Tsauchab riesce a scorrere fino alla valle creando un paradiso per gli uccelli acquatici. Anche durante la stagione secca spesso è possibile vedere orici, antilopi saltanti e struzzi che si nutrono della sparsa vegetazione lungo i corsi d’acqua. Il Nara!, un frutto simile allo Tsamma, melone che si trova in questa zona, viene mangiato per il suo contenuto d’elementi nutritivi e di liquido.
Le Dune Del Namib – Le dune del Namib si estendono a sud, dall’Orange al Kuiseb River, (nella zona nota come dune sea o “mare di dune”) e a nord, da Torra Bay nel parco della Skeleton Coast fino al fiume Cuoca in Angola. Sono composte da variopinte sabbie di quarzo ed hanno sfumature che vanno dal color crema all’arancio, al rosso e al viola. A differenza delle antiche dune del Kalahari, quelle del Namib sono dinamiche perché si spostano e assumono forme particolari per effetto del vento. La parte superiore della duna, rivolta in direzione dello spostamento, si chiama pendio di scorrimento ed è qui che la sabbia, cadendo dalla cresta, scivola verso il basso. In questo punto si accumulano le particelle vegetali e i detriti animali che costituiscono la magra fonte alimentare degli abitanti di quest’ambiente e proprio per questo motivo vi si concentrano quasi tutte le forme di vita esistenti sulle dune.
Dune Paraboliche – Nella parte orientale del mare di dune e nella zona di Sossusvlei le dune sono classificate come paraboliche o multi cicliche e sono il risultato delle condizioni variabili del vento. Sono le dune più stabili del Namib e come tali, anche le più ricche di vegetazione.
Dune Trasversali – Nei pressi della costa a sud di Walvis Bay si trovano invece le dune trasversali, ossia lunghe formazioni lineari perpendicolari ai venti che soffiano da sud-ovest, quindi orientate verso nord e nord-ovest.
Dune Seif – All’interno del Parco del Namib, la zona di Homeb è caratterizzata dalle imponenti dune lineari seif, enormi increspature di sabbia orientate da nord-ovest a sud-est. Raggiungono i 100 metri d’altezza e distano all’incirca un chilometro l’una dall’altra, come risulta evidente anche dalle fotografie scattate dai satelliti. Sono formate dai venti stagionali: in estate, quando prevalgono i venti meridionali, la parte superiore rivolta in direzione dello spostamento si trova sul versante nord-orientale, mentre in inverno, quando i venti soffiano nel senso contrario, essa si sposta sul versante sud-occidentale.
une A Stella – Nelle aree esposte ai venti provenienti da tutte le direzioni si formano le cosiddette dune a stella, chiamate così perché hanno crinali multipli che, se osservati dall’alto, ricordano la forma delle stelle.
Barcane – Nella parte meridionale dello Skeleton Coast Park e nella zona a sud di Luderitz prevalgono le dune chiamate barcane: create da venti unidirezionali, sono le dune più mobili in assoluto e, quando si muovono, assumono la forma di una mezzaluna con le punte rivolte in direzione dello spostamento. Sono queste le dune che stanno lentamente divorando la città fantasma di Kolmanskop, vicino a Luderitz, e sempre di questo tipo sono le famose “dune ruggenti” della Skeleton Coast settentrionale, chiamate cosi per via del suono provocato dall’aria espulsa dagli interstizi presenti tra i granelli di sabbia. Il suono è udibile soprattutto nelle calde ore del pomeriggio.
Dune A Collinetta– Notevolmente più piccole delle altre, queste dune si trovano radunate in gruppi sulle distese pianeggianti vicino alle fonti d’acqua. La sabbia si raccoglie intorno alla vegetazione in genere è sufficiente un ciuffo d’erba ed è tenuta ferma dalle radici della pianta in modo da formare un cespuglio sabbioso. In genere queste dune non superano i 2-3 metri d’altezza.
Le Comunità Delle Dune – Nonostante il loro aspetto spoglio, le dune del Namib ospitano un ecosistema complesso in grado di vivere grazie all’umidità portata dalle frequenti nebbie. Queste sono causate dalla condensazione quando i freddi e umidi venti marini, influenzati soprattutto dalla corrente del Benguela dell’Atlantico meridionale, incontrano il caldo secco che sale dalle sabbie del deserto. Questo fenomeno occorre di notte e origina spesso nebbie mattutine che in genere si dissolvono con caldo del pomeriggio. Sott’acqua la corrente del Benguela, ricca di azoto, favorisce la presenza di colonie di plancton che attirano numerosi pesci che, a loro volta, fanno da cibo per gli uccelli e i mammiferi marini della costa. In nessun altro luogo della terra la vita riesce ad affermarsi in condizioni tanto ostili: questa sorta di miracolo è possibile grazie soprattutto ai semi e alle particelle di piante depositati dal vento e all’umidità portata dalla nebbia. Nelle pianure ghiaiose vivono struzzi, zebre, orici (gemsbok), antilopi saltanti (springbok), manguste, scoiattoli di terra e altri animali come lo sciacallo, il caracal e la iena bruna. Se le piogge sono abbondanti i semi germogliano e la ghiaia arida si trasforma in un prato di erba alta anche un metro pullulante di animali. Nella sabbia vivono molte piccole creature e basta anche una breve passeggiata per riuscire a scorgere le tracce di questa comunità adattatasi così bene all’ambiente.Di giorno le temperature in superficie possono raggiungere i 70ºC, ma nella parte sottostante i granelli di sabbia sono separati da ampi spazi nei quali l’aria circola liberamente e molti di questi piccoli animali trovano qui fresco rifugio. Quando poi arriva il freddo della notte, essi approfittano del fatto che la sabbia trattiene parte del calore assorbito di giorno per crearsi un caldo riparo. I luoghi migliori per osservare la vita nel deserto sono Sossusvlei e le dune del sud di Homeb, sul Kuiseb River.Il mattino presto provate a cercare i segni di quanto è accaduto durante la notte: riuscirete a distinguere con facilità le tracce di scarafaggi, lucertole, serpenti, ragni e scorpioni. Nelle dune vivono un numero impressionante di coleotteri, ghiotti del materiale vegetale che trovano in quest’ambiente.
Sesriem Canyon – Molti anni fa il fiume Tsauchab, che sorge nelle montagne Naukluft e Zaris intagliò un canyon in questa zona apparentemente desolata. Il Sesriem Canyon in realtà ospita uccelli, animali e piante perché le sue ripide pareti impediscono l’evaporazione dell’acqua e proiettano fresche ombre sul canyon. Oggi il fiume Tsauchab scorre solo dopo abbondanti piogge. Pare che il nome “Sesriem” derivi dal fatto che i primi visitatori dell’area raccogliessero l’acqua dal fiume unendo sei cinghie per i buoi (“riems” in Afrikaans) per fare in modo che un secchio raggiungesse l’acqua dalla cima del canyon. La parte ovest di questo canyon profondo 30 metri diventa gradualmente più bassa e a un certo punto il fiume si espande e forma una valle lungo il suo corso per Sossusvlei.
23 maggio – Namib / Moon Valley / Swakopmund (355Km)
Dopo la prima colazione siamo pronti per procedere oggi verso la costa atlantica. Attraverseremo tutto il settore settentrionale del Namib Naukluft Park e il Tropico del Capricorno in un susseguirsi di scenari davvero suggestivi tra ampie vallate ed incredibili canyon. Lungo il percorso avrete l’opportunità di ammirare anche la Moon Valley il cui nome è evocativo: sembra davvero trovarsi in un ambiente lunare! Il pranzo è previsto lungo il percorso. Arrivo a Swakopmund, la seconda cittadina della Namibia, nel pomeriggio inoltrato. Cena libera e pernottamento.
Valle della Luna – Attraversando il Namib-Naukluft Park, percorrendo una strada in pieno deserto, si giunge ad un punto dove potrete osservare la famosa Moon Landscape. La caratteristica fondamentale di questa zona è data dai diversi livelli di superficie terrestre che si differenziano tra loro, a causa di un fenomeno che risale a circa 450 milioni d’anni fa. La zona è facilmente riconoscibile dalla superficie un po’ nerastra, molto simile al terreno Lunare. Piante d’Eucalipto a sorpresa crescono in questa zona e costeggiano le rive del fiume Swakop fino ad arrivare ad una fattoria di campagna che, ora non più attività, forniva la città di Swakopmund di frutta fresca e agrumi.
Welwitschie – La Welwitschia Mirabilis cresce solo nelle pianure ghiaiose del Namib settentrionale. Gli Afrikaner l’hanno ribattezzata tweeblaarkanniedood, che significa “la due foglie non può morire”, chiaro riferimento alla longevità di questa pianta. Le Welwitschie hanno saputo adattarsi molto bene al duro ambiente in cui vivono, la tesi ora accettata è che la pianta tragga i liquidi che le sono necessari per vivere soprattutto dalla condensazione della nebbia, pur ricavandone una quantità limitata dal sottosuolo. E’ stato infatti accertato che i pori delle foglie trattengono lumidità e che le foglie più lunghe praticamente innaffiano le radici facendo scendere le gocce sulla sabbia sottostante. Le Welwitschie in realtà hanno solo due foglie lunghe e coriacee che crescono ai due lati del fusto, simile a un tappo di sughero. Con il passare degli anni queste foglie si scuriscono sotto l’azione dei raggi del sole e vengono lacerate dal vento, dividendosi in varie strisce sfilettate. Le Welwitschie sono considerati alberi e sono imparentate con le conifere, in particolare con i pini, ma hanno alcune caratteristiche in comune anche con l’e piante da fiore e con i licopodi. Sono piante dioiche, ovvero si dividono in individui femminili e maschili ben distinti. Le femmine producono pigne, le quali contengono i semi. Anche i maschi hanno pigne, ma le loro sono più numerose e più piccole. Si pensa che il metodo di impollinazione avvenga grazie a grandi e appiccicosi grani di polline che vengono trasportati dal vento. Le Welwitschie crescono molto lentamente e non fioriscono prima dei 20 anni; si crede che le più grandi abbiano addirittura 2000 anni. Tale longevità probabilmente è possibile solo perché le Welwitschie contengono alcune sostanze indigeste agli animali.
Swakopmund – Swakopmund ha un carattere particolare probabilmente dovuto alla sua storia coloniale e al fatto che non ha ospitato industrie di rilievo a parte quella turistica per la maggior parte del secolo scorso. Alte palme bordano le strade e i giardini ben tenuti contribuiscono a creare un’atmosfera da oasi. Le caffetterie all’aperto, i bar e le pasticcerie fanno furore in una cittadina costellata d’interessanti edifici di un’altra epoca.Qui vivono numerosi artisti e, passeggiando per la città, è possibile scoprire le sue gallerie d’arte e i negozi che espongono le opere di pittori e artisti locali. Vi sono anche boutique, negozi di souvenir, negozi di pietre semipreziose, gioiellerie, supermercati, negozi di antiquariato e di tessuti, una conceria e molto altro. Swakopmund è diventato un luogo di attrazione per chi è alla ricerca di emozioni. Molti arrivano fin qui per avventurarsi sulle dune con le quad bikes, per sciare con i sand board, per fare del tandem skydiving, per volare sul deserto. Anche se Swakopmund si trova alle porte del deserto e lungo una delle coste più desolate del mondo, questi due fattori si combinano e danno a questa città unica un clima sorprendentemente temperato.Le temperature estive non raggiungono mai gli estremi del deserto, a pochi chilometri all’interno, ed anche gli inverni sono miti, caratterizzati occasionalmente dal caldo vento dell’est. La città prende il nome dalla sua posizione alla foce del fiume Swakop, che raramente presenta acque di superficie, ma che invece fornisce acqua sotterranea per un certo numero d’interessanti fenomeni naturali, come la Valle della Luna, la Piana delle Welwitschie e l’Oasi Goanikontes. All’estremità meridionale della città si trova una fascia di dune costiere mobili che raggiunge Walvis Bay, a trentadue chilometri. A nord di Swakopmund si trova la famosa Skeleton Coast, che, malgrado ancora evitata dalla gente di mare, rappresenta oggi un eldorado per i pescatori.
Sistemazione prevista Hansa Hotel o similare – Prima colazione e pranzo
24 maggio – Swakopmund
La giornata odierna è a vostra disposizione per attività a carattere facoltativo. Da non mancare l’escursione a Sandwich Harbour dove le alte dune sabbiose si gettano nell’Oceano e piscine naturali salmastre, che si vengono a creare dai moti delle maree, costituiscono un richiamo incredibile per tantissimi uccelli. Per chi lo desidera Swakopmund è anche un’ottima base di partenza per sorvoli panoramici sulla Skeleton Coast oppure per chi ama l’adrenalina tantissime le attività in quad-bike o in sand-surf sulle vicine dune che sorgono alle spalle della città. Sistemazione prevista Hansa Hotel o similare – Prima colazione
25 maggio – Swakopmund / Cape Cross / Elefanti del Deserto / Damaraland (350Km)
Che incredibile giornata, intensa ma bellissima! Partiamo di buon mattino in direzione Nord costeggiando in parte la strada che corre parallela alla costa. Da molti questa è chiamata la “Skeleton Coast” per l’alta presenza di relitti di navi naufragate, visitiamo così la più grande colonia di otarie di Cape Cross e il sito dove Diego Cao sbarco nel 1486. Poi ripercorriamo un breve tratto a ritroso sino all’intersezione con la pista C35. Ci addentriamo così nel cuore della regione del Damaraland, una delle più belle da un punto di vista naturalistico. Il nostro campo tendato è situato in uno dei siti più belli per ammirare i tipici paesaggi di questa bellissima area. Ma le emozioni non finiscono qui ! Nel pomeriggio prenderemo parte infatti ad un’interessantissima attività (in veicoli 4×4 aperti) alla ricerca dei rari elefanti del deserto con l’organizzazione EHRA, Elephant Human Relations Aid, che è nata con lo scopo di salvaguardare questi bellissimi pachidermi. Pernottamento in campo tendato.
Cape Cross Seal Reserve – Cape Cross è famoso soprattutto per la riserva popolata da migliaia di otarie del capo. Nel 1486 l’esploratore portoghese Diego Cao, primo europeo a mettere piede in Namibia, giunse a Cape Cross e piantò una croce (Padrao) alta 2 m e pesante 360 kg in onore di Giovanni II, re di Portogallo. La croce rimase al suo posto fino al 1893, quando fu rimossa e portata in Germania dalla nave Falke. L’anno seguente il kaiser Guglielmo II ordinò che ne fosse realizzata una copia recante l’iscrizione originale in latino e portoghese, con l’aggiunta di una dicitura commemorativa in tedesco. Nel punto in cui Cao in origine piantò la sua croce ora, ce n’è una seconda realizzata in dolerite ed eretta nel 1980. Sul luogo si trova anche una composizione di blocchi in cemento di forma circolare, disposti in modo da riprodurre la Croce del Sud, costellazione che il navigatore portoghese seguì durante la sua spedizione. Le otarie del capo possiedono l’orecchio esterno. Sotto il grezzo pelo superficiale, le otarie hanno uno spesso strato di pelliccia che non si bagna e trattiene l’aria garantendo l’assoluto isolamento termico (il che permette loro di mantenere costante la temperatura corporea a trentasette gradi e di trascorrere lunghi periodi immersi in acque fredde).Gli esemplari maschi pesano in media 200 kg e le femmine attorno ai settantasinque, nel periodo compreso tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre partoriscono un solo cucciolo. Le madri riconoscono i loro piccoli grazie alle percezioni olfattive e ai richiami. I principali predatori sono la iena bruna e lo sciacallo della gualdrappa. Solitamente i cuccioli rimangono con la madre fino a un anno d’età. Le otarie del capo mangiano ogni giorno una quantità di cibo pari all’8% del loro peso corporeo. Ogni anno viene eseguito un abbattimento controllato delle otarie. Le pelli sono lavorate per poi rifornire il mercato europeo, la carne è spedita a Taiwan, i genitali sono esportati in oriente e il resto è utilizzato per ricavare una poltiglia proteica usata per nutrire i bovini.
Sistemazione prevista: Ozondjou Tented Camp (Adventurer Camp)- Pensione completa
26 maggio – Damaraland (150Km)
Bellissima giornata tra natura e cultura. Visiteremo il rinomato sito Unesco di Twyfelfontein, un vero e proprio Museo all’aperto ove ammirare incisioni rupestri risalenti al Paleolitico. Di seguito visitiamo la Foresta Pietrificata prima di far rientro al nostro campo dove ci sarà del tempo a disposizione per relax circondati da uno scenario davvero suggestivo. Pernottamento in campo tendato.
Twyfelfontein la zona più conosciuta del Damaraland è la zona di Twyfelfontein. I Damara, che un tempo vivevano in questa zona, la denominarono Uri-Ais o “fontana saltante” dalla sua sorgente di acqua fresca. Nel 1947 il nome è stato cambiato in Twyfelfontein – che significa “fontana dubbiosa”, dal primo colono bianco, che riteneva che la sorgente fosse troppo debole per essere un valido supporto per l’allevamento del bestiame. Nel 1952 la zona è stata dichiarata monumento nazionale per i suoi tesori artistici. Twyfelfontein è conosciuta per l’abbondanza di graffiti e pitture rupestri situate in una valle di arenaria rossa. Si crede che i graffiti risalgano a circa 6000 anni fa. In totale vi sono oltre 2500 graffiti divisi in sei categorie o fasi, fino al XIX secolo. La maggior parte dei graffiti rappresenta animali e le loro orme, con rare rappresentazioni di uomini rispetto alle migliaia d’immagini presenti. Le pitture e le incisioni rupestri hanno un’origine incerta e le ipotesi sulle loro origini abbondano. Purtroppo non esiste un modo affidabile di datarle senza distruggerle. Si può dedurre che gli artisti fossero nomadi che vivevano di caccia e di raccolta e che non conoscessero l’agricoltura né la ceramica. La maggior parte delle pitture rupestri riflette il rapporto tra gli esseri umani e la natura. Alcune sono rappresentazioni stilizzate, ma nella maggior parte dei casi riproducono fedelmente e con grande abilità le persone e gli animali della regione. I temi ricorrenti comprendono il ruolo delle donne e degli uomini, battute di caccia e pratiche di medicina naturale. Le pitture si possono raggruppare in tre periodi distinti: le più antiche sembrano riflettere un periodo di nomadismo durante il quale le popolazioni si dedicavano prevalentemente alla caccia. Le opere successive, che rivelano un netto miglioramento artistico, suggeriscono pacifiche incursioni di gruppi provenienti da altre zone, forse San o Khoi-Khoi. L’ultimo stadio indica un impoverimento dell’espressione artistica dovuto forse a una perdita d’interesse verso il genere. Le tonalità del rosso si ottenevano principalmente macinando ossidi di ferro e aggiungendo a questa polvere un po’ di grasso animale per formare una pasta adesiva. I pigmenti bianchi erano ricavati dalla silice, dal quarzo in polvere e dalle argille bianche ed erano per natura meno adesivi di quelli rossi. Gli artisti applicavano i colori alla roccia usando le dita, bastoncini e pennelli ricavati con peli d’animali. L’arte rupestre ha la particolarità di essere ammirata nel luogo della sua creazione. L’osservatore attento potrà dunque farsi un’idea dell’ambiente che ha ispirato i dipinti.
27 maggio – Damaraland / Villaggio Himba / Etosha area (260Km)
Dopo la prima colazione lasciamo il nostro campo per dirigerci nei pressi di Kamanjab dove visiteremo un villaggio Himba, senza dubbio una delle etnie più belle del continente africano. Purtroppo, come spesso accade, i frequenti contatti con i turisti hanno tolto un po’ di autenticità a questa visita ma rimane pur sempre un’occasione unica per apprendere usi e costumi di questa bella e fiera popolazione. Pranzo in corso di escursione. Sistemazione al lodge. Cena e pernottamento.
Himba Tra il XVI e il XVII secolo gli Herero, un popolo bantu dedito alla pastorizia, entrarono in Namibia provenienti dall’Angola e si stabilirono con le loro mandrie in quest’area rimanendovi per circa 200 anni. Dopo questo periodo, probabilmente a causa del sovrappopolamento dovuto alle varie ondate di immigrazione, la maggior parte di loro si mosse verso sud alla ricerca di pascoli più idonei e si disperse in tutta la parte centro settentrionale del paese dando vita a innumerevoli scontri con il popolo dei Nama, anch’essi allevatori e alla ricerca di pascoli. Nel XIX secolo a seguito di un’epidemia di peste bovina e delle vessazioni subite dai Nama Swartbooi, gli Herero rimasti in Kaokoland si trovarono costretti, per non morire di fame, a ripassare il confine con l’Angola e chiedere aiuto alla tribù locale degli Ngwambwe. Questi li ribattezzarono Himba, che nella loro lingua significa “coloro che chiedono l’elemosina”. Gli Himba rimasero in Angola per oltre un lustro, fino a quando un Herero di nome Vita, che accompagnava una spedizione scientifica, li trovò e decise di aiutarli. Dopo averli organizzati militarmente si mise a servizio del governo portoghese in Angola per combattere i ribelli, in cambio di armi e bestiame. Finalmente nel 1916, Vita e gli Himba furono in grado di attraversare il fiume Kunene, sconfissero i Nama e poterono ritornare a vivere nelle loro terre. Nel frattempo l’opera missionaria compiva quasi un secolo e il popolo Herero era stato convertito al Cristianesimo e aveva cambiato molte delle sue tradizioni; le differenze fra coloro che fino a cent’anni prima erano stati un solo popolo, erano ora insormontabili e i due popoli pur parlando la stessa lingua non si riunirono più, gli Herero continuarono nel loro percorso di modernizzazione, mentre gli Himba mantennero il nome adottivo e rifiutarono ogni tipo di influenza externa per vivere secondo la loro cultura e tradizione.La società Himba si può definire un sistema teocratico dove il capo villaggio è anche il capo spirituale e l’amministrazione del villaggio (kraal) segue le regole religiose-tradizionali. La base della società Himba è la famiglia, spesso allargata agli zii e ai cugini, il termine villaggio è in realtà improprio, in quanto gli abitanti del kraal sono tutti parenti. Per questa ragione i rapporti fra i vari villaggi sono sempre numerosi e amichevoli per ragioni di matrimonio e d’affari. La loro religione si basa sul culto degli antenati: gli Himba ritengono che le anime dei morti abbiano poteri soprannaturali e siano il tramite tra i viventi e Dio, che chiamano Mukuru. Da qui deriva la necessità di mantenere buoni rapporti con le anime dei defunti seguendo e rispettando le tradizioni e chiedendo la loro benedizione attraverso il fuoco sacro detto Okuruwo. Questo è generalmente un unico ceppo ardente il cui mantenimento continuo è a cura del capo tribù e della sua prima moglie; durante le cerimonie sarà al fuoco sacro che il capo villaggio chiederà la benedizione degli antenati. L’economia degli Himba si basa quasi esclusivamente sull’allevamento del bestiame, essi sono pastori semi-nomadi e allevano principalmente mucche e capre. La loro dieta consiste quasi esclusivamente di latte cagliato (Omahere) e carne, principalmente di capra, le mucche infatti sono il loro patrimonio e vengono macellate solo per eventi importanti. Sono anche soliti barattare capre e manufatti per avere in cambio mais, zucchero ed oggetti d’ornamento personale. Le donne himba sono famose per il colore rosso della loro pelle che ungono con una crema ottenuta da burro e polvere d’ocra. Questo trattamento viene utilizzato per proteggere la pelle dal sole, dagli insetti e per assorbire il sudore e la polvere, (tutte le mattine l’ocra viene tolta e rimessa), e naturalmente come trattamento di bellezza. Gli Himba sono famosi anche per le loro acconciature chiamate erembe: i capelli delle donne vengono intrecciati con dell’extension di fibra di palma o crine di cavallo e le treccine così ottenute vengono avvolte da un tubicino di sottile pelle di capra che viene poi unta con l’ocra. Sistemazione prevista: Etosha Omusati Lodge o similare – Pensione completa
28 maggio – Parco Etosha
Bellissima giornata quella che ci attende oggi dedicata alla scoperta di questo immenso ed unico parco dell’Africa australe. Le pozze d’acqua sono, in un ambiente cosi desertico, delle vere e proprie calamite per tantissime specie animali e rimarremo sorpresi dalla vastità di questo territorio. I safari vengono svolti con il veicolo utilizzato per il tour.
L’Etosha National Park è il primo parco fondato in Namibia nel 1907 e sicuramente uno dei migliori luoghi al mondo per osservare gli animali. Il suo nome significa “grande luogo bianco asciutto”, anche conosciuto come “la terra delle acque asciutte” e deriva dalla vasta depressione salina dalle sfumature bianche e verdastre chiamata Etosha Pan. Ma sono le foreste e le praterie circostanti a costituire un habitat tanto favorevole alla fauna del parco. L’Etosha National Park occupa una superficie di oltre 20 000 kmq, dove vivono 114 specie di mammiferi, 340 di uccelli, sedici di rettili e anfibi e un’innumerevole varietà d’insetti.
GeologiaL’Etosha Pan è un vastissimo deserto salino pianeggiante che per pochi giorni l’anno, per via delle piogge, si trasforma in una laguna poco profonda popolata da fenicotteri e pellicani bianchi. Quando si formò, dodici milioni di anni fa, era una depressione poco profonda alimentata dalle acque del fiume Kunene, ma i mutamenti climatici e tettonici verificatisi nel corso dei secoli hanno fatto abbassare il livello dell’acqua e creato questa depressione salina che ora si riempie d’acqua solo sporadicamente. Quando le precipitazioni sono abbondanti, essa è alimentata da fiumi effimeri detti oshanas e omiramba che sono valli fluviali fossili i cui corsi d’acqua scorrono talvolta sotto terra.
Flora & Fauna La pianta più diffusa a Etosha è il Mopane, che circonda la depressione salina e costituisce circa 80% dell’intera vegetazione. Secondo la stagione si possono vedere nel parco elefanti, giraffe, zebre, antilopi saltanti (springbok), alcelafi rossi, gnu, orici (gemsbok), antilopi alcine, kudu maggiori, antilopi roane, struzzi, sciacalli, iene, leoni, ghepardi e leopardi. Tra le specie in pericolo di estinzione vi sono l’impala dal muso nero e il rinoceronte nero. La densità degli animali è in relazione alla vegetazione. Nella stagione secca invernale gli animali si raggruppano intorno alle pozze d’acqua, mentre durante i caldi e piovosi mesi estivi si disperdono e trascorrono le giornate riparandosi nella boscaglia. Di pomeriggio si possono vedere gli animali che riposano sotto gli alberi. Le temperature estive possono raggiungere i 44°C. Anche gli uccelli abbondano, i buceri dal becco giallo sono molto diffusi e a terra si possono vedere le enormi otarde di Kori.
29 maggio – Parco Etosha / Windhoek (600Km)
Prima colazione. Ci potrebbe essere del tempo per esplorare ancora le piste dell’Etosha prima di far rientro verso la piccola capitale di Windhoek attraversando cosi buona parte dell’altopiano centrale. Cena e pernottamento in hotel.
Sistemazione prevista: Avani Hotel Windhoek – Pensione completa
30 maggio – Windhoek/Italia
Prima colazione. Trasferimento in aeroporto con autista di lingua inglese. Rientro in Italia con voli di linea. Pasti e pernottamento a bordo.
31 maggio – Arrivo in Italia
Arrivo a destinazione in giornata.
Hotel previsti o similari
- Kalahari Desert Area – Kalahari Anib Lodge
Il Kalahari Anib Lodge sorge all’interno di una lussureggiante oasi nel mezzo del basse dune rosse del Kalahari che caratterizzano questa regione della Namibia a circa 30 Km nord-est di Mariental. Il Ristorante e gli chalet sono ubicati intorno ad un ampio cortile con ampia piscina. In totale di piscine se ne contano due, entrambe non riscaldate. L’hotel dispone di 32 camere standard, 1 tripla, 1 camera familiare con 2 letti a castello, e 19 camere comfort di cui 15 twin e 4 camere familiari sempre con 2 letti a castello. Tutte le camere sono semplici ma confortevoli con servizi privati con doccia. Non manca l’aria condizionata e riscaldamento. Le cene sono servite sia all’interno che all’esterno del ristorante. Gli ospiti possono prenotare (consigliato in anticipo durante il periodo dell’alta stagione) dei safari che si svolgono sia al pomeriggio che alla mattina presto in veicoli 4×4 aperti accompagnati da un ranger locale. Ques’attività è l’ideale per ammirare il fragile eco-sistema del deserto del Kalahari che soprattutto al mattino presto e al pomeriggio, fino al tramonto, assume tantissime sfumature dall’ocra al violetto. - Sesriem – Taleni Desert Quiver Camp
Inaugurato nel 2015, il Desert Quiver Camp sorge all’interno di una Riserva Privata a circa 5 Km dal cancello di ingresso di Sesriem da dove si accede per esplorare il maestoso e stupefacente Namib Naukluft Park con le sue famose dune rosse di Sossusvlei. Il campo sorge in prossimità del già popolare Desert Camp e non distante dal Sossusvlei Lodge. Tutti appartengono infatti ad un stesso gruppo condividendo la stessa filosofia: avvicinare gli ospiti a questo mondo straordinario in maniera autentica, semplice ma senza dover compromettere il comfort. Il campo si rivolge sia agli ospiti che desiderano usufruire dei pasti al vicino Sossusvlei Lodge (prenotandoli comunque in anticipo) sia a tutti coloro che vogliono una vacanza autonoma gestendo in loco la preparazione in proprio di tutti i pasti. Sono infatti disponibili diverse soluzioni, dai tradizionali “Boma” per cene all’aperto allo chef privato che può preparare per voi, su richiesta, un succulento quanto mai invitante “braai” (barbecue). Disponibili un totale di 24 chalet dal design molto caratteristico. Sono dotati di servizi privati annessi con doccia. La camera da letto principale può ospitare un massimo di 2 adulti e 2 bambini piccoli (sotto i 12 anni, in una specie di divano letto/brandina estraibile). Non manca un angolo cucina attrezzato e una zona soggiorno per 4 persone. La piscina esterna comune e il bar completa l’offerta. Per chi ha la necessità segnaliamo che è disponibile il Wi-Fi dietro pagamento di un voucher. - Sesriem – Taleni Desert Camp
Il Desert Camp si avvale di una posizione strategica per esplorare il magnifico deserto del Namib. Sesriem, il cancello di ingresso del parco Namib per raggiungere le famose dune di Sossusvlei, è a soli 5 Km. Il campo sorge sulla strada secondaria D826 ed è nato per offrire un prodotto più accessibile nei costi rispetto al vicino Sossusvlei Lodge (della stessa proprietà) di categoria superiore. La posizione ove sorge il campo è assolutamente strabiliante con bella vista sui dintorni desertici. Il campo recentemente costruito ex-novo, dispone di graziosi cottage individuali, semplici nell’arredamento ma confortevoli con servizi privati e toilet separata. Non manca un angolo cucina (attrezzatura da richiedere all’atto del check-in con un extra) e una veranda esterna con barbecue e parcheggio auto. Per chi non desidera cucinare è possibile prenotare un tavolo presso il vicino Sossusvlei Lodge. I servizi comuni includono una piccola ed invitante piscina e bar. - Swakopmund – Hansa Hotel
Nel cuore della piccola e caratteristica cittadina di Swakopmund, l’Hansa Hotel si propone come una delle soluzioni più apprezzate della zona, nonché patrimonio architettonico della città essendo ospitato in un edificio risalente al 1905 dalla forte impronta coloniale. La spiaggia principale della città così come negozi, bar e ristoranti sono tutti a pochi passi a piedi. Le 49 camere standard, le 5 unità familiari e le 4 suite sono individualmente decorate e dotate dei principali con Non manca il ristorante e il bar. Ottimo il rapporto qualità/prezzo. - Damaraland – Ozondjou Trails
L’Ozondjou Tented Camp un grazioso campo tendato semi-permanente che si affaccia sul fiume Ugab. La posizione è senza dubbio uno dei suoi punti di forza, probabilmente una delle più spettacolari di questa regione. Il nome “Ozondjou” deriva da una parola Herero che significa “elefante”. Infatti a pochi passi sorge il campo base dell’Elephant Human Relations Aid (EHRA), la celebre organizzazione no profit volta alla tutela delle specie di elefanti che popolano il suolo namibiano. L’area principale del campo è composta da una grande tenda. E’ qui che vengono serviti i pasti e non manca una piccola libreria. All’esterno un vero e proprio “salotto all’aperto” che dall’alto domina il letto del fiume Ugab, spesso asciutto e con di fronte una possente parete rocciosa che soprattutto al tramonto si accende di incredibili colori. Di sera viene acceso il fuoco e gli ospiti sono invitati a sedersi, rilassarsi e godere di momenti di assoluto relax a contatto con una natura che qui è stata particolarmente generosa. Il campo dispone di 8 tende doppie, ognuna con doccia, lavabo e servizi igienici. L’acqua viene fornita tramite un pozzo alimentato ad energia solare. Le camere sono nel complesso confortevoli. Il campo di Ozondjou non può definirsi lussuoso ma assicura comunque un ottimo comfort. La posizione però lo rende assolutamente unico ed indimenticabile e particolarmente idoneo a chi desidera un’autentica esperienza namibiana. Il campo è raggiungibile solo con veicoli 4×4. - Etosha National Park – Omusati Lodge
L’Etosha Omusati Lodge si trova a 14 km a sud dell’Anderson Gate, proprio all’ingresso del rinomato Parco Nazionale Etosha. Situato sulla strada asfaltata C38, è facilmente accessibile a tutti i veicoli. Il lodge è circondato da alberi di Mopane, chiamati Omusati nella lingua locale Oshiwambo. Il lodge offre una varietà di sistemazioni adatte a tutte le esigenze, tra cui venti chalet con bagno privato, 10 spaziosi bungalow e Family chalet su due livelli per massimo 4 persone. Asciugacapelli e cassetta di sicurezza in camera. Ristorante e piscina a disposizione dei clienti - Windhoek – Avani Windhoek Hotel & Casino
Situato nel pieno centro nella vibrante capitale della Namibia, è il posto ideale per iniziare l’esplorazione del paese. L’AVANI Windhoek Hotel & Casino è dotato di 173 camere, arredate con stile per offrire il massimo del comfort, tutte dotate di aria condizionata ed offrono una vista panoramica sulla città, includono TV satellitare, postazione the/caffè, asciugacapelli, mini-bar e molto altro su richiesta. Il ristorante offre piatti della cucina internazionale e la presenza del casino e di un bar fornitissimo lo rendono l’indirizzo ideale per soggiornare a Windhoek.
Tour Guidato con quotazione di gruppo - Destinazione Sole
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